verde profondo

La materia si può ascoltare | Il suono si può pesare ed ha un volume | Il pensiero è materia

greenscape listening

THz del colore verde in Hz
1 terahertz [THz] = 1000000000000 hertz [Hz]
5 terahertz = 5 x 10+12 hertz
526 terahertz = 5.26 x 10+14 hertz
526- terahertz = 5.26 x 10+14 hertz
526-606 terahertz = 5.26 x 10+14 hertz
526-606 lunghezza d'onda in metri = 569947.6387833 hertz

colore


VERDE

frequenza


526-606 THZ

lunghezza d'onda


495-570nm

Ascolto del paesaggio con relativa traduzione della frequenza visiva in frequenza suono portata alla soglia udibile: un terahertz (THz) è l'unità SI dell'hertz di frequenza definito come il numero di cicli per secondo di un fenomeno periodico. Questa unità è usata per descrivere la frequenza di suoni, vibrazioni meccaniche e radiazioni elettromagnetiche (onde radio, luce e raggi gamma). Esempio: i raggi infrarossi hanno solitamente frequenze da 1 a 400 THz; un occhio umano può vedere la porzione dello spettro elettromagnetico 400–790 THz.

L’opera suggerisce uno scambio di indagine passando dai nostri sensi, scambiando la vista con l’ascolto, ponendo il paesaggio (spazio tempo) e il colore come realtà da ascoltare. Fisicamente la materia pare non esiste, o se esiste non è altro che un insieme di atomi che tra loro vibrando la costituiscono visibile per noi, così come le pale di un ventilatore formano un pieno percepito dai nostri occhi, per tanto la materia come il colore non è altro che vibrazione.

“Profondo verde” è un progetto fotografico in cui il colore verde del paesaggio naturale costituisce la dominante per la lettura e l’interpretazione della realtà. Attraverso una rielaborazione dei THz specifici del colore in Hz è possibile ottenere un suono, una frequenza che, portata ulteriormente ad una soglia udibile, diviene il risultato di un possibile suono del paesaggio.

Nella formalizzazione dell’opera le fotografie stampate su una specifica carta sembrano voler rappresentare un paesaggio gelatinoso e, adeguatamente sfocate, impongono a chi osserva a operare uno sforzo visivo nella lettura dello scenario. Il soggetto dell’opera viene quindi esposto all’interno di una sorta di “quadro acquario”, in cui la volontà di relazione rende possibile afferrare la realtà, ma in misura personale. Ogni immagine infatti, sebbene il paesaggio sia sempre lo stesso, si differenzia per la personale esperienza emotiva di chi la osserva, rendendo il verde l’emblema della relazione tra individuo e paesaggio.

VERDE PROFONDO

[Fotografia
Daniele Di Luca
#26 scatti/05 +
supporto audio-visuale 
[THz in Hz] 
Palermo 2017
24,5 x 24,5 cm

Traduzione sonora
Fabio R. Lattuca

v e r d e p r o f o n d o